Il rally dell'intelligenza artificiale, settore in crescita verticale sul quale si stanno concentrando copiosi investimenti internazionali, nonostante vi siano economisti, come Andrew Bailey di Bank of England, e politici, come il senatore del Vermont Bernie Sanders, che vorrebbero forzarne un rallentamento, sta trainando i grandi titoli tecnologici a Wall Street. Il Nasdaq ha guadagnato un +2% nella notte italiana tra lunedì 21 e martedì 22 settembre, coronando un periodo positivo che potrebbe continuare.
Nasdaq Composite ai massimi e dividendi record per Meta e AMD
Nell’ultima seduta precedente alla stesura di questo approfondimento, l’indice Nasdaq Composite ha guadagnato oltre il 2%, chiudendo su un nuovo record recente. I due titoli migliori, che si sono maggiormente apprezzati, sono Meta, salita di un buon 11,4%, e AMD, che ha messo a verbale un +10%.
L'azienda fondata da Mark Zuckerberg ha aggiunto circa 192 miliardi di dollari alla propria capitalizzazione. La produttrice di processori, semiconduttori e componenti avanzati per personal computer, che ultimamente si è lanciata anche nell'ambito dei modelli di linguaggio generativo, è riuscita invece a superare, per la prima volta nella sua storia lunga quasi 70 anni, la valutazione di 1.000 miliardi di dollari.
Il movimento, però, ha coinvolto l’intera filiera, non solo le due realtà apristrada che abbiamo già citato. Intel è schizzata di oltre il 12%, mentre Philadelphia Semiconductor ha segnato un rialzo del 4,3%.
A favorire gli acquisti hanno contribuito naturalmente anche la discesa del petrolio e l’arretramento del rendimento del Treasury decennale, sotto il 5%, che hanno stimolato il trend d'acquisto. Alla luce di ciò, è corretto evidenziare come il record non nasca esclusivamente dall’entusiasmo verso l’IA, sebbene quest’ultima rimanga il principale motore del comparto tecnologico, quello che ha tirato la volata.
Meta, AMD, Nvidia, Microsoft, Amazon, Alphabet e tutti i principali protagonisti della corsa all’intelligenza artificiale occupano posizioni rilevanti non solo negli indici azionari, ma anche in quelli di ETF: una collezione di titoli che segue un insieme diversificato di asset, come per esempio azioni, obbligazioni e criptovalute. La particolarità di questo strumento è che si scambia come se fosse un'unica entità, pur restando un pacchetto.
Cosa significa il rally e cosa ci dice sul sentiment degli investitori
I risultati del Composite fotografano molto bene la situazione attuale. La crescita dell'indice riflette le aspettative più elevate relative all'aumento di ricavi collegato all'incremento del numero dei data center e alla sempre maggiore necessità di potenza di calcolo. Non ci dice naturalmente nulla, però, su quel che accadrà alle società legate all'’IA: continueranno a salire o c'è da mettere in conto qualche tipo di rischio, sul medio e lungo periodo? Quando giungerà l'inevitabile trend ribassista?
La presenza di aziende tanto rilevanti incide inevitabilmente sul comportamento degli indici che le ospitano: quando le megacorporazioni avanzano, trascinano anche tutti gli altri titoli; quando invece deludono, finiscono inevitabilmente per amplificare le correzioni dell'intero indice.
Il mercato degli ETF tecnologici
Esattamente come è bene fare con qualsiasi tipo di asset finanziario, il consiglio per chi voglia avvicinarsi al pacchetto di exchange-traded fund è quello di studiare molto bene la collezione di titoli, senza avere fretta.
Un singolo ETF può includere centinaia di società, non soltanto le più forti, quelle dalle quali, comunque, dipende principalmente, viste le loro dimensioni e la potenza economica su cui possono contare. L'ultimo apprezzamento del Nasdaq si deve ai colossi, e rende visibile una certa differenza tra diversificazione numerica e diversificazione reale.
Acquistare più ETF che contengono le stesse realtà, diversificando numericamente, può creare sicurezza, ma generalmente aumenta i costi (specie se si inseguono le aziende più performanti) e crea sovrapposizioni che diventano rischi, quando cambia il vento. Una diversificazione reale, che porti a combinare asset class decorrelate, con esposizioni uniche, riduce l'impatto di eventuali crisi geografiche, o di settore, che ci si pareranno innanzi nel tempo di possesso dell'ETF.



