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Comprare casa con i bitcoin in garanzia: negli USA il primo mutuo Fannie Mae è realtà

Better e Coinbase hanno erogato il primo mutuo garantito da Fannie Mae con Bitcoin a garanzia. Come funziona, perché è un precedente e quali sono le clausole da leggere.

Aggiornato 14 ago 2026 3 min read Come lavoriamo

Comprare casa mettendo a garanzia i propri bitcoin, senza venderli. Negli Stati Uniti non è più teoria.

Il primo mutuo garantito da Fannie Mae con Bitcoin a garanzia è stato erogato, e da questa estate il prodotto si estende a tutto il territorio nazionale. È un passaggio che porta le crypto dentro il cuore del sistema del credito immobiliare americano.

Cosa è successo

Better, piattaforma di mutui quotata al Nasdaq, e Coinbase hanno finanziato quello che definiscono il primo mutuo conforme garantito da Fannie Mae che usa Bitcoin come collaterale. I primi mutuatari sono una giovane coppia di Ann Arbor, in Michigan, che ha usato i propri bitcoin per comprare la prima casa senza liquidarli.

Il prodotto, che al momento supporta Bitcoin e la stablecoin USDC, sarà disponibile ai mutuatari idonei in tutti gli Stati Uniti entro l'estate. Per il CEO di Better, Vishal Garg, si tratta di aver costruito i binari per permettere a qualunque asset tokenizzato in America di essere impegnato per aiutare qualcuno a comprare casa.

Un cuscinetto di garanzia di 2,5 volte

Nell'esempio di Better, per coprire un anticipo da 100.000 $ si impegnano 250.000 $ in Bitcoin. Fonte: Better, 2026

Bitcoin dato in garanzia250.000 $Anticipo coperto dal prestito100.000 $

Come funziona davvero

Il meccanismo è più raffinato di quanto sembri. Il mutuatario riceve un normale mutuo conforme garantito da Fannie Mae, e accanto a questo un secondo prestito, garantito dalle crypto, che serve a coprire l'anticipo. Nell'esempio di Better, un anticipo da 100.000 dollari viene coperto impegnando 250.000 dollari in Bitcoin, con un secondo vincolo sulla casa.

Il vantaggio è doppio: si mantiene l'esposizione al Bitcoin e si evita una vendita tassabile. Le normali oscillazioni di mercato non fanno scattare richieste di margine o liquidazioni improvvise, ma le crypto impegnate possono essere liquidate dopo 60 giorni di morosità. La custodia, la conformità e l'infrastruttura le fornisce Coinbase.

Il vero motore: un cambio di regole

Nulla di tutto questo sarebbe possibile senza una svolta normativa. Nel giugno 2025 il direttore della FHFA, Bill Pulte, ha ordinato a Fannie Mae e Freddie Mac di considerare le crypto come asset di riserva senza convertirle in dollari, ribaltando il blocco in vigore dal 2022. È parte dell'agenda che vuole fare degli Stati Uniti il centro dell'economia crypto.

Ma c'è una clausola che pesa: valgono solo le crypto detenute su un exchange centralizzato regolamentato negli USA. Bitcoin in self-custody, asset in staking e posizioni in DeFi restano esclusi.

Il rovescio: leggi le clausole

Qui il traguardo mostra le sue crepe. La prima è un paradosso culturale: per usare i bitcoin come garanzia bisogna tenerli su Coinbase, un exchange centralizzato, esattamente l'opposto del principio "non le tue chiavi, non le tue monete" su cui è nata questa tecnologia.

La seconda è sistemica: usare un collaterale così volatile nel credito immobiliare solleva domande serie se il modello dovesse scalare, come ci ricorda la volatilità di questi mesi. La terza è di posizionamento: è uno strumento pensato per chi ha già ricchezza in crypto, non la soluzione alla crisi di accessibilità della casa contro cui viene raccontato.

Resta un precedente importante. Le crypto entrano in uno dei pilastri della finanza tradizionale, e la vera prova sarà il rollout nazionale di questa estate. I dettagli restano verificabili sui siti ufficiali della FHFA e di Fannie Mae.

Domande frequenti

Qual è stato il primo mutuo Fannie Mae garantito da crypto?

Nel luglio 2026 Better e Coinbase hanno chiuso quello che hanno descritto come il primo mutuo conforme agli standard Fannie Mae con Bitcoin come collaterale: una coppia di Ann Arbor, in Michigan, ha comprato la prima casa senza vendere i propri coin. Il prodotto supportava Bitcoin e USDC, con un lancio su scala nazionale previsto per l'estate 2026.

Come funzionava la struttura del prestito garantito da crypto?

Il mutuatario riceveva un prestito convenzionale conforme agli standard Fannie Mae abbinato a un secondo prestito garantito dalle crypto detenute, a copertura dell'anticipo. Secondo le condizioni pubblicate da Better, dare in pegno 250.000 dollari in Bitcoin copriva un anticipo di 100.000 dollari (un buffer di collaterale di 2,5x), con una seconda ipoteca sull'immobile. Le crypto in pegno potevano essere liquidate dopo 60 giorni di rate non pagate.

Quale cambio di regole ha reso possibile il collaterale crypto nei mutui?

Nel giugno 2025 il direttore della FHFA Bill Pulte ordinò a Fannie Mae e Freddie Mac di trattare le crypto detenute come asset di riserva senza richiederne la conversione in dollari, ribaltando una restrizione in vigore dal 2022. Erano ammesse solo le crypto detenute su un exchange centralizzato regolamentato con sede negli USA: i Bitcoin in self-custody, gli asset in staking e le posizioni DeFi erano esclusi.

I mutuatari dovevano vendere i loro Bitcoin per qualificarsi?

No. L'attrattiva del prodotto era che i mutuatari mantenevano l'esposizione ai Bitcoin ed evitavano una vendita fiscalmente imponibile secondo le regole USA sulle plusvalenze. Le normali oscillazioni di prezzo non facevano scattare margin call, ma il collaterale doveva restare in custodia presso Coinbase, che gestiva compliance e infrastruttura.

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