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Euro digitale, test per gli e-commerce: candidature fino al 27 ottobre

L'Eurosistema cerca e-commerce per il pilota dell'euro digitale. Domande entro il 27 ottobre: checkout riservato, beta senza corso legale e costi di integrazione a carico degli esercenti.

3 min di lettura Come lavoriamo

L'euro digitale si prepara alla prova del checkout: l'Eurosistema cerca negozi online e operatori del commercio mobile per verificare come accettare i pagamenti nella pratica. Per gli esercenti selezionati significa integrare una nuova modalità di incasso e contribuire a correggerne il funzionamento, prima dell'eventuale introduzione su larga scala.

Le candidature chiudono alle 17:00 CET del 27 ottobre 2026. Banca d'Italia ha segnalato l'iniziativa il 23 settembre, riprendendo l'invito pubblicato dalla BCE il 15 settembre. La novità riguarda la selezione degli esercenti per il progetto pilota, il cui avvio è previsto nella seconda metà del 2027.

Un checkout riservato per acquisti reali

La sperimentazione utilizzerà una versione beta, vicina alle caratteristiche tecniche e funzionali previste per l'euro digitale nella proposta legislativa, ma senza corso legale. Il programma coinvolgerà personale delle banche centrali partecipanti, intermediari selezionati ed esercenti. In questo bando, l'attenzione è sui pagamenti a distanza attraverso siti e applicazioni mobili.

I negozi dovranno predisporre un checkout dedicato o adattato, accessibile soltanto agli utenti del pilota. Saranno acquistati beni e servizi reali all'interno di un ambiente controllato. La distinzione conta: osservare pagamenti effettivi permette di individuare problemi operativi, ma un gruppo selezionato di utenti non dimostra da solo come reagirebbe l'intera clientela.

Chi può candidarsi e cosa deve presentare

Il bando della BCE richiede agli esercenti di essere legalmente stabiliti nell'Unione europea e di poter servire clienti in almeno due località del pilota. Servono inoltre un sito e-commerce o un'applicazione m-commerce attivi e un'infrastruttura adatta all'integrazione. Essere un negozio online, quindi, non basta per accedere automaticamente alla selezione.

La domanda va presentata in inglese, compilando il questionario dell'allegato 1 e firmando la dichiarazione dell'allegato 2. La BCE chiede di conservare il questionario nel formato Excel originale e di inviare la documentazione a digitaleuro-pilotmerchant@ecb.europa.eu. Il possesso dei requisiti consente di passare alla valutazione comparativa, senza garantire l'ammissione.

Il pilota in tre dati

Fonti: BCE e Banca d'Italia, documentazione consultata il 28 settembre 2026.

  • 27 ottobre 2026, ore 17:00 CET: scadenza per le candidature degli esercenti.
  • Seconda metà del 2027: avvio previsto della sperimentazione, per una durata programmata di 12 mesi.
  • 7 PSP italiani su 36: gli intermediari già selezionati nell'area euro, distinti dagli esercenti cercati con questo invito.

I sette PSP italiani sono già stati selezionati

Il 14 luglio Banca d'Italia aveva annunciato la partecipazione di Banca Monte dei Paschi di Siena, Banca Sella, Isybank, Nexi Payments, Numia, Poste Italiane e UniCredit. Sono i sette operatori italiani compresi nei 36 prestatori di servizi di pagamento selezionati nell'area euro. Quel passaggio riguardava gli intermediari; l'invito di settembre cerca gli esercizi commerciali che utilizzeranno i loro servizi.

Gli esercenti ammessi dovranno firmare un accordo con la BCE e instaurare, oppure adeguare, un rapporto contrattuale con un PSP del pilota che gestisca l'accettazione dei pagamenti. Le FAQ della BCE chiariscono che avere già un rapporto con uno di questi operatori non è un requisito preliminare per candidarsi. L'abbinamento dovrà comunque rispettare le esigenze della sperimentazione.

Partecipare richiede lavoro e risorse proprie

La partecipazione è volontaria e non prevede un compenso, oltre agli incassi per i beni e servizi venduti. Gli esercenti sosterranno le proprie spese di partecipazione, senza rimborso; per i servizi di pagamento del pilota, invece, non dovranno corrispondere commissioni ai PSP. È una distinzione essenziale: l'assenza di commissioni per quei servizi non azzera il costo di integrare e gestire il test.

Il contributo richiesto comprende anche riscontri sull'integrazione, sui problemi tecnici, sull'assistenza e sull'esperienza di pagamento. Il quadro di valutazione prevede osservazioni prima, durante e dopo la sperimentazione. Questo tema si collega alle richieste dei commercianti italiani su commissioni e costi di accettazione, ma le condizioni del pilota non stabiliscono le tariffe dell'eventuale sistema definitivo.

La lettura più grande

La nostra lettura è che il valore di questo passaggio stia nella possibilità di misurare il lavoro necessario per portare l'euro digitale dentro un'attività commerciale. Tempi di integrazione, chiarezza delle procedure e qualità dell'assistenza possono pesare sull'adozione quanto le caratteristiche della moneta. Il pilota potrà offrire indicazioni concrete su questi aspetti, pur senza rappresentare una prova della domanda dell'intero mercato.

Resta distinta la decisione politica e istituzionale: la BCE deciderà sull'emissione soltanto dopo l'adozione della legislazione pertinente. Come nel dibattito sulla funzione dell'euro digitale nei pagamenti e sui suoi rapporti con i depositi bancari, preparare l'operatività significa affrontare questioni ancora aperte. Per chi osserva il progetto, il prossimo risultato da valutare sarà ciò che il test dimostrerà sull'uso quotidiano, senza anticiparne il successo.

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