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Euro digitale, Bankitalia chiama i commercianti: candidature entro il 27 ottobre, sette operatori italiani nel test

La Banca d'Italia invita negozi, e-commerce e associazioni a entrare nel pilota dell'euro digitale, che partirà nel 2027 con sette operatori italiani su 36. Il bando BCE in scadenza il 27 ottobre riguarda però solo e-commerce e app: ecco chi può candidarsi.

7 min di lettura Come lavoriamo

La Banca d'Italia chiede ai commercianti di entrare nel pilota dell'euro digitale. Il 12 ottobre, al forum di Confesercenti, Massimiliano Renzetti, vicecapo dell'Unità Euro Digitale, ha invitato esercenti fisici, e-commerce e associazioni a candidarsi alla sperimentazione dell'Eurosistema, che partirà nella seconda metà del 2027 e durerà dodici mesi, secondo ANSA. L'invito ha una scadenza, il 27 ottobre alle 17, ma con un perimetro preciso: il bando della BCE che chiude quel giorno riguarda solo e-commerce e commercio via app, mentre per i negozi fisici, secondo le regole del pilota, sono le banche centrali nazionali a individuare gli esercenti.

Le dichiarazioni di Renzetti sono riportate da ANSA e non abbiamo trovato post su X o LinkedIn che le riprendano. I dettagli della sperimentazione vengono dai documenti della BCE, cioè il comunicato del 14 luglio con l'elenco dei 36 operatori, l'avviso del 15 settembre e le domande frequenti sul pilota, e da quelli della Banca d'Italia. Del bando per gli esercenti online abbiamo già scritto il 28 settembre: qui ci concentriamo su cosa cambia con l'appello di Bankitalia.

Renzetti (Bankitalia), esercenti partecipino a pilot euro digitale - Notizie - Ansa.it
La Banca d’Italia rinnova l’invito ad associazioni del commercio ed esercenti, fisici e di e-commerce, a partecipare al pilot sull’euro digitale che partirà nella seconda metà del 2027 per una durata di dodici mesi. (ANSA)

Cosa ha detto Renzetti

Renzetti è intervenuto al forum di Confesercenti, «Aperti», che quest'anno si tiene a Roma in piazza del Popolo dal 9 al 14 ottobre. Secondo ANSA ha ricordato che l'invito è stato pubblicato il 15 settembre e «si chiude il 27 ottobre», e che «l'Italia avrà un ruolo di primo piano nel pilot». Gli operatori italiani, ha spiegato, coprono ruoli e dimensioni diverse, dalla distribuzione dello strumento ai cittadini all'accettazione presso gli esercenti, e permettono di testare l'intera catena del valore. La sperimentazione userà «una versione beta dell'euro digitale, vicina alla proposta legislativa ma senza corso legale», per verificare che il sistema sia robusto, semplice e scalabile, online e offline.

I casi d'uso sono tre: i pagamenti tra persone, quelli nei negozi, anche con POS e tecnologia contactless, e l'e-commerce. Due precisazioni di Renzetti aiutano a capire la scala del test: «parteciperanno un numero limitato di esercenti», e gli utenti saranno i dipendenti delle banche centrali dell'Eurosistema, non i cittadini.

Chi può candidarsi davvero, e come

Per gli esercenti online la strada è il bando della BCE pubblicato il 15 settembre e rilanciato dalla Banca d'Italia il 23 settembre. Le candidature si inviano per email entro le 17 del 27 ottobre; le domande frequenti della BCE chiedono che il commerciante sia stabilito legalmente nell'Unione e serva almeno due delle località coinvolte nel pilota, e precisano che il numero di esercenti selezionati dipenderà dalle candidature idonee. Chi viene scelto firma un accordo di partecipazione con la BCE e un contratto con uno dei prestatori di servizi di pagamento del pilota. Non paga commissioni a questi operatori per i servizi del test, ma sostiene i propri costi di integrazione e gestione, senza contributi né rimborsi. I requisiti nel dettaglio sono nel nostro articolo sul bando per gli e-commerce.

Banca d’Italia - Euro digitale: sette prestatori di servizi di pagamento italiani parteciperanno al progetto pilota dell’Eurosistema
Sette prestatori di servizi di pagamento italiani sono stati selezionati per partecipare al progetto pilota dell’Eurosistema sull’euro digitale, che coinvolgerà 36 operatori dell’area dell’euro. Si tratta di Banca Monte dei Paschi di Siena, Banca…

Per i negozi fisici il quadro è diverso. Le domande frequenti della BCE dicono che il bando riguarda solo i pagamenti a distanza tra persone e imprese e che saranno le banche centrali nazionali a individuare gli esercenti nelle rispettive località; nei negozi l'incasso avverrà tramite un'applicazione SoftPOS, che trasforma uno smartphone o un tablet in terminale di pagamento. L'esempio scelto dalla BCE per spiegare il pilota è un suo dipendente che paga il pranzo nella mensa della BCE con il telefono. Nelle pagine della Banca d'Italia che abbiamo letto non c'è un bando dedicato ai negozi fisici, e ANSA non indica un canale specifico: è il punto da chiarire per chi ha raccolto l'invito di Renzetti con una vetrina e non con un sito.

Il peso dell'Italia: sette operatori su 36

La BCE ha scelto 36 prestatori di servizi di pagamento tra oltre 50 candidati, da 16 Paesi. L'Italia è il Paese con più operatori: Banca Monte dei Paschi di Siena, Banca Sella, isybank, Nexi Payments, Numia, Poste Italiane e UniCredit. Seguono la Germania con cinque, Grecia e Portogallo con tre, e una serie di Paesi con uno o due. ANSA arriva a otto contando Satispay, società italiana che però nell'elenco della BCE figura come Satispay Europe, in Lussemburgo. Il pilota coinvolgerà la BCE e 19 banche centrali nazionali: delle 21 dell'area euro restano fuori quelle di Malta e Bulgaria.

Grafico a barre dei 36 operatori del pilota dell'euro digitale per Paese, con l'Italia prima a quota sette
Grafico a barre dei 36 operatori del pilota dell'euro digitale per Paese, con l'Italia prima a quota sette

Gli operatori hanno due ruoli possibili, spiega la BCE: distribuire l'euro digitale agli utenti oppure abilitare i commercianti ad accettarlo, e alcuni li coprono entrambi. Tra i sette italiani ci sono banche, una banca digitale, Poste e due specialisti dei pagamenti, e alcuni lavorano anche a soluzioni private: UniCredit, per esempio, partecipa al consorzio Qivalis che prepara una stablecoin in euro con altre banche europee. È una nostra lettura che moneta pubblica e privata stiano procedendo in parallelo, con gli stessi intermediari al centro.

Cosa resta da decidere: commissioni, accettazione, limiti

Per un commerciante le regole che contano di più non sono ancora scritte. La proposta della Commissione europea è del 28 giugno 2023; il Consiglio ha fissato la propria posizione il 19 dicembre 2025, il Parlamento europeo il 9 luglio 2026, e il primo trilogo si è tenuto il 13 luglio. Secondo Freshfields l'obiettivo è un accordo politico entro la fine del 2026, mentre la BCE punta a essere pronta per una possibile prima emissione nel 2029, a condizione che il regolamento sia adottato quest'anno; la decisione sull'emissione arriverà solo dopo l'approvazione della legge.

Sulle commissioni, secondo l'analisi di Freshfields, Parlamento e Consiglio prevedono entrambi tetti uniformi nell'area euro, prima con un modello transitorio e poi basati sui costi più un margine ragionevole, ma divergono su durata e meccanismi di tutela: il Parlamento preferisce tetti per singolo esercente, il Consiglio a livello nazionale. Entrambi ammettono eccezioni all'obbligo di accettazione, e il Parlamento esenta espressamente le micro e piccole imprese, secondo Eunews quelle che non accettano già altri pagamenti digitali; il tetto alla quantità di euro digitali detenibile resta da fissare. Sono i temi su cui le associazioni del commercio, Confesercenti compresa, hanno chiesto zero commissioni sui micropagamenti e nessun costo per i POS, e su cui la vicedirettrice generale della Banca d'Italia Chiara Scotti ha detto che l'euro digitale servirà per pagare, non per sostituire i depositi.

Linea del tempo dell'euro digitale dalla proposta del 2023 al pilota del 2027 e all'obiettivo di emissione del 2029
Linea del tempo dell'euro digitale dalla proposta del 2023 al pilota del 2027 e all'obiettivo di emissione del 2029

Il pilota e gli esercenti in sintesi

Cosa è confermato, cosa no

  • Confermato: appello di Bankitalia agli esercenti il 12 ottobre; bando BCE per e-commerce e m-commerce fino alle 17 del 27 ottobre; 36 operatori, sette italiani; avvio nella seconda metà del 2027 per dodici mesi; versione beta senza corso legale, usata dai dipendenti delle banche centrali.
  • Non indicato: un bando o un canale per i negozi fisici in Italia; quanti esercenti saranno scelti; il ruolo di ciascun operatore italiano.
  • Da seguire: le indicazioni di Bankitalia per i negozi fisici, l'accordo politico sul regolamento atteso entro fine 2026, i tetti alle commissioni e l'obbligo di accettazione.

La lettura più grande

Che una banca centrale vada a un forum di commercianti a chiedere candidature dice molto su dove si gioca la partita: un mezzo di pagamento funziona solo se il negozio lo accetta, e per il negozio contano costi, terminali e tempi di incasso. È una nostra lettura che il pilota serva anche a questo, a misurare l'esperienza degli esercenti prima che le regole su commissioni e accettazione siano fissate. La scelta europea va nella direzione opposta a quella americana, dove la banca centrale non può emettere un dollaro digitale e la moneta digitale è lasciata alle stablecoin private, un modello di cui la Banca d'Italia ha indicato i rischi per i depositi bancari.

I segnali da seguire sono concreti: quanti esercenti italiani entreranno nel test, come la Banca d'Italia individuerà i negozi fisici, l'esito del negoziato europeo su commissioni e obbligo di accettazione e, dopo il 2027, i risultati della sperimentazione. La forte presenza di operatori italiani dà al Paese un peso nella costruzione del prodotto; resta da vedere se si tradurrà in condizioni convenienti per chi l'euro digitale dovrà accettarlo ogni giorno.

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