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Trasformazione digitale: Simest pronta a finanziarla in Italia

Simest mette a disposizione delle PMI italiane un fondo da 200 milioni per sostenere una campagna di investimenti nell'ambito dell'intelligenza artificiale.

2 min di lettura Come lavoriamo

In Europa, e dunque anche in Italia, abbiamo un problema endemico relativamente alla trasformazione digitale: siamo molto indietro sul fronte degli investimenti nella più rivoluzionaria tecnologia di cui siamo a conoscenza oggi, l'intelligenza artificiale.

Per sostenere lo sviluppo di questo ambito, e dare slancio a un settore che ci vede tanto attardati, Simest, la società del gruppo Cassa Depositi e Prestiti per l'internazionalizzazione delle imprese ha autorizzato uno stanziamento di risorse importante.

Duecento milioni per l'intelligenza artificiale

Allo scopo di accelerare gli investimenti delle piccole e medie imprese italiane nell'intelligenza artificiale, Simest ha preparato un tesoretto da circa 200 milioni, che sarà messo a disposizione degli imprenditori.

L'importanza di essere presenti in questo ambito è stata sottolineata anche da Ursula von der Leyen, nel suo discorso sullo Stato dell'Unione tenuto a metà settembre, in occasione della ripresa dei lavori della Commissione Europea dopo l'interruzione estiva.

Simest accetterà le richieste a partire dal 21 settembre, in maniera tale da accompagnare la rincorsa alla trasformazione digitale e al posizionamento competitivo, a livello internazionale, del sistema produttivo nazionale. L'intenzione è quella di favorire gli investimenti nell'IA, proprio come sta avvenendo in tutto il mondo occidentale.

Risorse stanziate e struttura del finanziamento

La dotazione che Simest mette a disposizione delle imprese è di 200 milioni di euro. Il 10% dell'intervento è a fondo perduto. Naturalmente, la cifra è inferiore rispetto a quella su cui possono contare le aziende leader del settore con sede negli States o in Cina, ma si tratta comunque di una leva importante. I tassi di interesse del finanziamento, della durata di 8 anni, sono particolarmente vantaggiosi. Chi si vede accogliere la propria richiesta può ottenere un anticipo, in tempi veloci, fino al 50% dell'importo finanziato.

La misura conta sulle risorse del Fondo rotativo 394/81, gestito proprio da Simest, in convenzione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

La nuova sezione Investimenti IA, sulla quale è necessario loggarsi per poter fare domanda, sarà attivata nell'ambito dello strumento Transizione digitale ed ecologica. Per accedervi occorrerà passare dal portale simest.it.

Lo stato dell'arte italiano sull'intelligenza artificiale 

Il valore di mercato italiano dell'intelligenza artificiale è in forte crescita. Nello scorso anno, il 2025, ha raggiunto un valore di 1,8 miliardi di euro, in crescita del 50% rispetto al 2024. I dati sono dell'Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano.

Allo scorso 31 dicembre, erano 1010 le aziende italiane censite che offrivano soluzioni e servizi di Intelligenza Artificiale. Numerose di queste sono in stato di startup e propongono principalmente soluzioni verticali per singoli settori, in particolare Healthcare o la Fintech, assieme a funzioni di assistenza e supporto per uffici e aziende.

Nello scorso anno, l'ultimo di cui abbiamo dati esaustivi, il 71% delle principali imprese italiane, di dimensione grande e non PMI, ha avviato almeno un progetto di IA. Relativamente alle realtà di dimensioni piccole e media, siamo soltanto all'8%. È proprio in base a questi numeri che Simest ha deciso di sostenere la nostra imprenditoria che non riesce a permettersi investimenti di rilievo con le sue sole forze.

L'intelligenza artificiale è una realtà imprescindibile, oggi, per le imprese. Si stima che l’84% delle grandi aziende con sede in Italia abbia acquistato licenze di Generative AI di produzione extra-europea. Si tratta di un aumento del 31% in un anno.

Qualora il piano di finanziamento Simest funzionasse, attendiamoci un ulteriore aumento di tutte le percentuali fin qui indicate, con un incremento del coinvolgimento delle PMI. Sarebbe anche auspicabile cominciare a vedere innovazioni europee, o ancor meglio italiane, in questo settore. C'è da colmare un gap importante. Questo finanziamento può dare la spinta per compiere il primo passo.

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