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Brasile, almeno 63 operatori crypto chiedono la licenza al Banco Central

Almeno 63 operatori avevano chiesto l’autorizzazione al Banco Central entro il 30 ottobre, secondo un conteggio non ufficiale. La domanda permette di proseguire durante l’esame, ma non equivale a ottenere una licenza.

4 min di lettura Come lavoriamo

Entro la scadenza del 30 ottobre, almeno 63 operatori di criptovalute avevano presentato domanda per continuare a operare in Brasile come prestatori di servizi su asset virtuali. Il conteggio, aggiornato alle 20:05 locali e riportato da BlockNews sulla base del monitoraggio della società Cainvest, non è un dato ufficiale del Banco Central do Brasil. La stessa ricostruzione non comprendeva circa dieci richieste arrivate nelle ultime ore: il totale potrebbe quindi essere più alto, ma il numero definitivo resta da confermare. 

Tra le società citate da BlockNews figurano Bitget, Kraken, BTG Pactual e Banco Rendimento. OSL Brasil ha confermato direttamente di avere presentato domanda al Banco Central per la propria controllata brasiliana. 

Che cosa chiedeva la scadenza del 30 ottobre

La Resolução BCB 520 ha introdotto l’obbligo di chiedere l’autorizzazione per le società che già prestavano determinati servizi su asset virtuali quando la norma è entrata in vigore, il 2 febbraio 2026. Il termine era di 270 giorni. L’Instrução Normativa BCB 704 fissava al 30 ottobre la scadenza per presentare la documentazione della prima fase della procedura.

Domande note, da quasi 40 a 63; circa dieci richieste non conteggiate
Domande note, da quasi 40 a 63; circa dieci richieste non conteggiate

La richiesta serve ad avviare il procedimento, ma non è una licenza. Il Banco Central deve ancora esaminare le pratiche e può chiedere documenti o chiarimenti. Anche il comunicato di OSL precisa che la presentazione della domanda non garantisce l’approvazione. 

Per gli operatori che hanno presentato la richiesta nei termini, la Resolução 520 prevede la possibilità di continuare a prestare i servizi interessati fino alla conclusione del procedimento. Durante questo periodo non possono assumere una modalità di attività diversa. Le società che non hanno presentato domanda entro la scadenza devono cessare i servizi entro 30 giorni dalla fine del termine. 

Il conteggio è provvisorio

Le 63 richieste note alle 20:05 provengono da un monitoraggio citato da BlockNews, non da un elenco ufficiale pubblicato dal Banco Central. Secondo la testata, la lista di Cainvest indicava pratiche in diversi stati: alcune in esame, altre all’ordine del giorno per una decisione o in attesa di documenti e risposte delle società. La lista includeva anche una domanda che poteva essere oggetto di contestazione e una già respinta. 

Il numero non equivale quindi a 63 autorizzazioni, né indica che tutte le richieste siano complete o destinate a essere approvate. Circa dieci depositi recenti non risultavano ancora inclusi nel conteggio citato. Il titolo di BlockNews parlava di circa 70 società, mentre il testo riportava 63 domande registrate alle 20:05 e segnalava le pratiche successive non conteggiate. Il dato più preciso da riportare è dunque quello di almeno 63 richieste note a quell’ora, con un totale in aggiornamento. 

Il 6 novembre scatta un’altra regola

La domanda di autorizzazione e i rapporti con banche e istituti di pagamento sono disciplinati da disposizioni distinte. La Resolução BCB 589 ha modificato l’articolo 91 della Resolução 520: dal 6 novembre 2026, banche, istituti di pagamento e altri soggetti autorizzati dal Banco Central non potranno realizzare o facilitare operazioni nel mercato degli asset virtuali con prestatori che non siano autorizzati a operare nel Paese, salvo le forme ammesse dalla stessa normativa. 

Scadenza delle domande e restrizione bancaria sono due passaggi distinti
Scadenza delle domande e restrizione bancaria sono due passaggi distinti

C’è una distinzione da tenere presente nel descrivere l’effetto della norma. L’articolo 88 consente agli operatori che hanno presentato tempestivamente la domanda di continuare a prestare i servizi durante l’esame. Il testo aggiornato dell’articolo 91, invece, parla di controparti non autorizzate e non ripete esplicitamente l’eccezione per chi è “in processo di autorizzazione” contenuta nella formulazione precedente. I testi prevedono quindi sia una continuità transitoria per il prestatore richiedente, sia una limitazione per le operazioni intermediate da soggetti vigilati. Le fonti consultate non chiariscono come il Banco Central coordinerà le due disposizioni nei rapporti bancari dal 6 novembre. 

Il Banco Central ha presentato le modifiche regolamentari come un modo per migliorare il monitoraggio e dare maggiore prevedibilità agli operatori. Per le società crypto, il passaggio immediato è ora dalla presentazione della domanda alla verifica dei requisiti e alla gestione dei rapporti con gli intermediari autorizzati. 

OSL Brasil conferma il deposito

OSL ha comunicato il 30 ottobre che la controllata OSL Brasil aveva presentato domanda come prestatrice di servizi su asset virtuali, la categoria indicata in Brasile con l’acronimo PSAV. L’azienda ha descritto la richiesta come parte del proprio impegno a operare nel Paese, ma ha precisato che l’esito dipende dalla valutazione del Banco Central. 

Per ora, la conferma diretta di OSL si affianca al monitoraggio giornalistico per le altre società citate. In assenza di un elenco ufficiale complessivo, nomi e conteggi vanno attribuiti alla fonte che li ha riportati. La scadenza segna l’avvio della fase di esame delle domande, non la conclusione del processo autorizzativo.

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