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Voucher cloud e cybersecurity fino a 20.000 euro: dal 20 ottobre PMI e professionisti preparano la domanda

Dal 20 ottobre PMI e lavoratori autonomi possono precompilare la domanda per il voucher cloud e cybersecurity: 50% della spesa fino a 20.000 euro, 71 milioni riservati al Sud. L'invio apre il 10 novembre in ordine di arrivo, e l'AI vale solo nei software in cloud del catalogo.

6 min di lettura Come lavoriamo

Dalle 12:00 di oggi, 20 ottobre, piccole e medie imprese e lavoratori autonomi possono iniziare a preparare la domanda per il voucher cloud e cybersecurity del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. È un contributo a fondo perduto pari al 50% della spesa, fino a 20.000 euro, per comprare servizi cloud e strumenti di sicurezza informatica da fornitori iscritti a un elenco ministeriale. Oggi si apre solo la precompilazione. L'invio vero e proprio sarà possibile dalle 12:00 del 10 novembre alle 12:00 del 20 gennaio 2027, e le domande saranno esaminate in ordine di arrivo finché ci saranno fondi: per questo conta arrivare preparati.

Abbiamo letto il decreto direttoriale del 4 agosto 2026 che fissa termini e modalità della domanda, nella copia ripubblicata da Redigo, e le ricostruzioni di Edotto, Agenda Digitale e Corriere Comunicazioni. La pagina del ministero dedicata alla misura non è accessibile ai nostri strumenti: prima dell'invio conviene ricontrollarla per eventuali aggiornamenti.

Perché conta per le piccole imprese?

Gli attacchi colpiscono anche chi ha molte risorse per difendersi: lo mostrano la truffa da 36 milioni a Fideuram con una voce clonata dall'IA e la falsa richiesta governativa che ha ingannato Revolut. Una piccola impresa o uno studio professionale ha difese molto più fragili, e un attacco riuscito può fermare il lavoro per giorni: backup fuori sede, protezione della rete e software aggiornati sono le basi da cui partire. Il voucher paga metà di questi investimenti, ma con regole precise su cosa si può comprare e da chi.

Chi può chiedere il voucher?

Possono presentare domanda le piccole e medie imprese e i lavoratori autonomi, compresi i liberi professionisti, con attività in tutta Italia. Al momento della domanda serve un contratto di connettività con una velocità di almeno 30 megabit al secondo in download, e le imprese tenute all'obbligo devono dimostrare di avere l'assicurazione contro i rischi catastrofali prevista dalla legge di bilancio 2024. Ogni soggetto può presentare una sola domanda. Il contributo rientra nel regime de minimis, il tetto europeo agli aiuti di piccola entità, pari a 300.000 euro in tre anni: chi ha già ricevuto altri aiuti deve verificare di avere ancora margine. Anche un fornitore iscritto nell'elenco può chiedere il voucher, purché compri da un altro fornitore.

Cosa si può comprare, e cosa no?

Il decreto elenca cinque famiglie di spese. Ci sono gli apparati di sicurezza, come firewall, router e switch e sistemi di rilevamento delle intrusioni, e i software di sicurezza, dall'antivirus al monitoraggio della rete, dalla cifratura alla gestione delle vulnerabilità. Ci sono i servizi cloud infrastrutturali, cioè macchine virtuali, archiviazione e backup, database, e i software in cloud per contabilità, personale, gestionale, e-commerce, rapporti con i clienti e centralino. Tra questi ultimi rientrano gli strumenti di produttività con funzioni di intelligenza artificiale e i sistemi per la formazione, ma non i contenuti formativi. Chiudono l'elenco i servizi di configurazione, monitoraggio e assistenza, ammessi fino al 30% del piano e solo se collegati agli altri acquisti.

Non è quindi un bonus per qualsiasi software di intelligenza artificiale. Si possono comprare solo prodotti e servizi presenti nell'elenco dei fornitori abilitati, approvato con un decreto direttoriale del 29 luglio e consultabile, secondo Finanza e Fisco, sulla piattaforma di Invitalia. Sono escluse le spese per strumenti simili a quelli già in uso, gli aggiornamenti minori di versione e l'acquisto di licenze o postazioni aggiuntive: il voucher deve portare soluzioni nuove o più evolute. Anche gli strumenti con intelligenza artificiale vanno scelti con attenzione, perché portano rischi nuovi, come mostrano gli accessi di agenti AI a sistemi reali documentati dal CERT indiano.

Quanto vale e come si calcola?

Il contributo copre il 50% delle spese ammissibili, con una spesa minima di 4.000 euro, IVA esclusa secondo Edotto, e un contributo massimo di 20.000 euro. Con un piano da 4.000 euro si ricevono 2.000 euro, con uno da 10.000 euro se ne ricevono 5.000; il tetto si raggiunge con una spesa di 40.000 euro, e oltre quella soglia il contributo non cresce. Si può comprare in modo diretto, pagando tutto entro 12 mesi dalla concessione, in abbonamento, con una durata minima di 24 mesi e solo i canoni di quei 24 mesi tra le spese ammesse, oppure combinando le due formule. La scelta va indicata nella domanda e non si può cambiare dopo.

Esempi di contributo del voucher cloud e cybersecurity in base alla spesa e ripartizione dei 150 milioni tra Mezzogiorno e resto d'Italia
Esempi di contributo del voucher cloud e cybersecurity in base alla spesa e ripartizione dei 150 milioni tra Mezzogiorno e resto d'Italia

Come si prepara la domanda, passo dopo passo?

La procedura è solo online, sul sito del ministero, e si divide in due fasi. Nella precompilazione, aperta da oggi alle 12:00, si accede con SPID, CIE o CNS e si indica un indirizzo PEC. Poi si inseriscono i dati: la situazione attuale e i miglioramenti previsti, i codici dei servizi scelti e i fornitori, le dichiarazioni sui requisiti, compresa la connettività, e la prova dell'assicurazione. Vanno allegate le offerte dei fornitori con i codici del catalogo e una descrizione della situazione di partenza. La fase si chiude con un PDF firmato digitalmente e con un «codice di predisposizione domanda».

Con quel codice, dalle 12:00 del 10 novembre alle 12:00 del 20 gennaio 2027, si invia la domanda e si riceve la ricevuta con il codice CUP del progetto. Il ministero, con il supporto di Invitalia, esamina le domande in ordine cronologico di invio e completa i controlli entro 60 giorni. Se i fondi finiscono prima, lo sportello chiude in anticipo e le domande non finanziate restano sospese: decadono se non arrivano nuove risorse.

Linea del tempo del voucher cloud e cybersecurity dal decreto del luglio 2025 alla finestra di invio delle domande tra novembre 2026 e gennaio 2027
Linea del tempo del voucher cloud e cybersecurity dal decreto del luglio 2025 alla finestra di invio delle domande tra novembre 2026 e gennaio 2027

Cosa succede dopo la concessione?

Le spese devono partire dopo la data della domanda. I contratti di abbonamento vanno firmati entro 30 giorni dalla comunicazione della concessione e comunicati entro 60, altrimenti si perde il contributo. Il pagamento si chiede non prima di tre mesi dalla concessione, in una o due tranche: la prima quando è stato speso almeno il 50% del piano, il saldo, o la richiesta unica, entro 30 giorni dal termine fissato per completarlo. Servono fatture con il CUP e il codice del servizio, le prove di pagamento e il contratto di connettività, e nelle verifiche il ministero si avvale anche di Infratel Italia.

Quanto è riservato al Mezzogiorno?

Su 150 milioni, 71.065.813,34 euro, circa il 47% secondo un nostro calcolo, sono riservati ai progetti realizzati in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Le risorse vengono dal Fondo per lo sviluppo e la coesione 2014-2020, comprendono i costi delle attività di supporto di Invitalia e Infratel e potranno essere aumentate con nuovi stanziamenti, anche europei. È una nostra lettura che, con l'esame in ordine di arrivo, la riserva serva soprattutto a evitare che i progetti del Sud restino senza fondi se le domande arrivano prima da altre regioni.

Voucher cloud e cybersecurity in sintesi

Cosa è confermato, cosa no

  • Confermato: 150 milioni, di cui 71 per il Mezzogiorno; contributo del 50% fino a 20.000 euro con spesa minima di 4.000; precompilazione dal 20 ottobre, invio dal 10 novembre al 20 gennaio 2027 in ordine cronologico; acquisti solo da fornitori in elenco.
  • Non indicato: quanti fornitori e servizi sono nell'elenco, quante domande potranno essere finanziate, quando potrebbero esaurirsi i fondi.
  • Da seguire: l'eventuale chiusura anticipata dello sportello, gli aggiornamenti dell'elenco dei fornitori, le risposte del ministero ai dubbi applicativi.

La lettura più grande

Con l'esame in ordine di arrivo, essere pronti il 10 novembre conta quanto essere rapidi: senza la situazione di partenza descritta, le offerte con i codici del catalogo e l'assicurazione in regola, la domanda non parte. È una nostra lettura che il rischio meno visibile, per le piccole imprese, sia comprare per il contributo e non per il bisogno. Il punto di partenza dovrebbe essere ciò che manca davvero, dal backup alla protezione della rete, e solo dopo la scelta del fornitore. Anche quella scelta pesa, ora che le autorità di vigilanza europee segnalano la dipendenza della finanza europea da IA straniere, e il voucher non è l'unico strumento disponibile, come mostrano i finanziamenti di Simest per gli investimenti in IA delle PMI.

Nelle prossime settimane conteranno tre segnali: se il ministero renderà noti i numeri dell'elenco dei fornitori, il ritmo delle domande dopo il 10 novembre e un'eventuale comunicazione di chiusura anticipata dello sportello. Per chi vende online, intanto, c'è un'altra scadenza vicina: entro il 27 ottobre ci si può candidare al pilota dell'euro digitale.

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