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Le stablecoin in dollari arrivano su forex: cosa mostra lo studio della Bank of Korea

La Bank of Korea mostra come la domanda di stablecoin in dollari possa passare dagli exchange al forex attraverso i market maker globali.

5 min read Come lavoriamo

Le stablecoin in dollari possono diventare un ponte tra il mercato crypto e il forex tradizionale. È il risultato più interessante di un nuovo studio della Bank of Korea: quando una valuta locale può essere scambiata direttamente contro USDT o USDC su un exchange globale, la pressione di acquisto nata nelle crypto può propagarsi fino al mercato valutario attraverso le operazioni di copertura dei market maker.

Attenzione però alla conclusione: lo studio non dice che comprare USDT faccia automaticamente svalutare una moneta nazionale. Dimostra qualcosa di più preciso e, per certi versi, più importante. È la struttura del mercato a determinare dove finisce quella pressione: può restare confinata nel prezzo locale della stablecoin oppure, quando entrano intermediari globali capaci di operare anche sul forex, trasformarsi in vera domanda di dollari.

Cosa ha scoperto davvero la Bank of Korea

Il lavoro, pubblicato il 3 settembre 2026 da Jihyun Kim e Sangheum Cho dell'International Department della Bank of Korea, analizza 12 valute e l'introduzione delle rispettive coppie di trading contro stablecoin in dollari su Binance tra il 2019 e il 2025. L'idea di partenza è semplice: utilizzare euro, real brasiliani o un'altra valuta per acquistare una stablecoin ancorata al dollaro assomiglia economicamente all'acquisto di un'attività denominata in dollari con quella stessa valuta.

La differenza decisiva riguarda chi si trova dall'altra parte dell'operazione. Binance permette a liquidity provider e market maker globali, già attivi sia nel mercato delle stablecoin sia nel forex, di fornire la liquidità richiesta dagli investitori locali. È questa connessione a creare il possibile ponte tra i due mercati. Per chi vuole partire dalle basi, la nostra guida alle stablecoin spiega come funzionano USDT, USDC e gli altri token ancorati alle valute fiat.

Stablecoin e forex: i numeri dello studio
Fonte: Bank of Korea, settembre 2026
  • 12 valute analizzate con date di introduzione delle coppie comprese tra il 2019 e il 2025.
  • 0,33-0,38 punti percentuali di riduzione del premio locale delle stablecoin dopo l'introduzione delle coppie fiat-stablecoin su Binance.
  • 0,118% di deprezzamento del real associato nel test brasiliano a un aumento di una deviazione standard dell'interesse per Bitcoin misurato tramite Google Trends.

Il passaggio chiave avviene nei bilanci dei market maker

Immaginiamo che aumenti rapidamente la domanda di USDT da parte di investitori che utilizzano real brasiliani. Il market maker vende le stablecoin e riceve real. Ma quell'intermediario potrebbe non voler mantenere una posizione crescente nella valuta brasiliana. Per neutralizzare il rischio può quindi vendere i real nel mercato FX e acquistare dollari. Una transazione iniziata su un exchange crypto produce così una seconda transazione nel forex.

La Bank of Korea divide il fenomeno in due canali. Il primo è la price integration: con più arbitraggio e liquidità internazionale, il prezzo locale della stablecoin converge verso il cambio spot. Il secondo è la shock transmission: una parte della domanda crypto viene assorbita attraverso operazioni FX degli intermediari e può quindi raggiungere direttamente il cambio della valuta nazionale.

La Corea del Sud è il controesempio che spiega tutto

Il passaggio più utile per capire lo studio arriva proprio dal mercato coreano. In Corea del Sud non esiste una coppia diretta won-stablecoin su Binance equivalente a quelle utilizzate nell'analisi principale. Il risultato è che, quando aumenta la pressione di acquisto sulle stablecoin, lo shock non viene trasferito allo stesso modo al mercato valutario.

La pressione si manifesta soprattutto attraverso un premio più elevato di USDT e USDC sugli exchange locali, mentre lo studio non rileva un effetto significativo sul cambio del won. È una distinzione fondamentale: non è la stablecoin da sola a creare il collegamento con il forex. Servono intermediari globali, accesso simultaneo ai due mercati e una struttura che permetta di coprire sul mercato valutario le posizioni ricevute nell'exchange crypto.

Il Brasile mostra come lo shock può uscire dalle crypto

Per verificare ulteriormente il meccanismo, gli autori utilizzano anche dati settimanali sul Brasile. Le ricerche Google relative a Bitcoin vengono impiegate come proxy dell'interesse degli investitori per il mercato crypto. Un aumento di una deviazione standard di questo indicatore risulta associato a un deprezzamento dello 0,118% del real brasiliano e, contemporaneamente, a un aumento di 0,109 punti percentuali del premio locale delle stablecoin.

Questi numeri vanno interpretati con disciplina. Non significano che un aumento delle ricerche su Bitcoin causi meccanicamente una svalutazione dello 0,118%, né che lo stesso coefficiente possa essere applicato all'euro, al won o ad altre valute. Il risultato serve a mostrare che uno shock della domanda crypto può lasciare contemporaneamente una traccia nel mercato delle stablecoin e nel forex, coerentemente con il meccanismo individuato dagli autori.

Per l'Europa il problema non finisce con MiCA

Il tema è particolarmente rilevante per l'Europa perché il mercato globale delle stablecoin rimane dominato dal dollaro. Nel maggio 2026 Christine Lagarde ha ricordato che il settore ha superato i 300 miliardi di dollari, che le stablecoin sono in larghissima maggioranza denominate in USD e che quasi il 90% del mercato è concentrato nei due principali emittenti. La BCE collega esplicitamente questa crescita a questioni di stabilità finanziaria e sovranità monetaria. È un dibattito che si aggiunge a quello già affrontato da Banca d'Italia sulla concorrenza tra stablecoin e depositi bancari.

MiCA disciplina nell'Unione gli e-money token, cioè le crypto-attività che cercano di mantenere stabile il proprio valore rispetto a una singola valuta ufficiale. Ma il lavoro coreano mostra che osservare emittente e riserve non basta per comprendere tutti gli effetti monetari. Bisogna studiare anche exchange, coppie fiat, market maker, arbitraggio e liquidità FX. La questione diventa ancora più concreta mentre in Europa arrivano iniziative come EURR di Revolut e mentre 21 grandi istituzioni finanziarie preparano una nuova infrastruttura stablecoin.

Stablecoin: quasi il 90% del mercato è nelle mani di Tether e Circle
Il mercato globale ha superato i 300 miliardi di dollari ed è ancora fortemente dominato dagli emittenti di stablecoin in USD.
Tether + Circle ~90%
Altri emittenti ~10%
Il mercato globale delle stablecoin ha superato i 300 miliardi di dollari e quasi il 90% è concentrato in Tether e Circle. Fonte: BCE, Christine Lagarde, 8 maggio 2026.

La lettura più grande

La vera novità del paper non è aver scoperto che le stablecoin controllano i tassi di cambio. Non lo fanno. Inflazione, tassi d'interesse, politica monetaria, commercio internazionale, flussi di capitale e rischio geopolitico restano forze enormemente più ampie. Il risultato importante è aver mostrato empiricamente che il confine tra mercato crypto e mercato valutario può diventare permeabile quando la microstruttura consente agli intermediari di trasferire la pressione da un mercato all'altro.

Per le banche centrali questo cambia il modo di guardare a USDT, USDC e agli strumenti che verranno dopo. Una stablecoin in dollari non è soltanto un token utilizzato per comprare le crypto. Può diventare anche una porta di accesso alla liquidità in dollari e un canale di flussi di capitale non tradizionali. Più cresceranno questi mercati, più la domanda regolamentare sarà quindi duplice: non solo chi emette la stablecoin e quali riserve possiede, ma anche chi assorbe la domanda, come copre il rischio e su quale mercato finisce quella copertura.

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