Presso il Plan B Forum di Lugano, l'evento internazionale pronto a richiamare in Svizzera, il 23 e 24 ottobre, esperti e appassionati di Bitcoin, blockchain, libertà finanziaria e intelligenza artificiale, si terrà un interessante faccia a faccia tra Paolo Ardoino di Tether e Silvia Berzoni, giornalista finanziaria da sempre focalizzata sulle vicende nordamericane.
Nella conferenza stampa che ha presentato il summit, Berzoni ha anticipato alcuni temi che saranno toccati durante il suo intervento. L'esperta in economia affronterà i due temi di più scottante attualità negli USA: le elezioni di medio termine e lo sviluppo tecnologico trainato dall'ascesa dell'IA. Il Corriere del Ticino l'ha incontrata e ha avuto modo di porle alcune domande in anteprima. Le risposte di Berzoni tratteggiano un'America dove la tecnologia viaggia a ritmi forsennati, ma sta creando molte disparità.
Chi è Silvia Berzoni?
La giornalista specializzata in economia Silvia Berzoni commenta la finanza globale da oltre 15 anni, a livello professionale. Dal 2025 è Editor in Chief Tech and Finance presso Chora Media, noto gruppo italiano di informazione multimediale, tra i primi a scommettere sul formato podcast, oggi di grande successo. Berzoni è la conduttrice di Morning Finance.
Il suo videopodcast quotidiano ha una buona nicchia di ascoltatori (sono circa 34mila, di picco) e si occupa di temi quali macroeconomia e politica monetaria. Sabato 24 ottobre sarà protagonista di un fireside chat - così si chiamano le chiacchierate con speaker di livello, in ambito informale, organizzate presso il Plan B Forum - relativo ai punti di contatto tra tecnologia e finanza.
Nel corso della sua intervista con il media partner dell'evento svizzero, Berzoni ha anticipato alcuni temi scottanti che sviscererà a Lugano.
La finanza secondo Silvia Berzoni
«Spiegare la finanza significa restituirle una dimensione umana. Dietro i mercati ci sono persone, rapporti di potere, aspettative e paure. La finanza può sembrare astratta, ma le sue conseguenze sono concrete: una crisi a Hormuz arriva in bolletta; una restrizione sui semiconduttori cambia gli investimenti di un’impresa, e così via".
"Oggi sicurezza nazionale, economia e tecnologia sono inseparabili: contano il prezzo dell’energia e chi ne controlla la fornitura, il costo di un chip e chi può acquistarlo. Il giornalismo deve ricostruire questi collegamenti, distinguere i segnali dal rumore e spiegare chi paga e chi beneficia delle decisioni. Viviamo immersi in un flusso continuo di notizie, dati e previsioni, ma essere più informati non significa necessariamente comprendere meglio. Il compito del giornalismo è rendere visibili tutti i passaggi intermedi".
È particolarmente rilevante come economia e tecnologia siano messe fianco a fianco. Al giorno d'oggi la principale fetta di investimenti, a livello mondiale, riguara proprio il tech. Come probabilmente ripeterà anche Ardoino, confrontandosi con Berzoni, è fin troppo difficile arrestare la capitalizzazione in corso nel settore, sebbene vi siano economisti di primo piano che temono questa confluenza.
La scommessa di Trump sulla tecnologia
"Gli Stati Uniti di oggi fanno i conti con il dualismo dell’intelligenza artificiale, fattore divisivo nella coesione sociale ed economica. Gli americani provano un odio viscerale verso la “super intelligence”, come la chiama Trump, ma questa resta la più grande scommessa economica mai fatta nel Paese. Vale 10.400 miliardi di dollari di investimenti al 2032, circa il 3,6% del PIL americano ogni anno, superando gli storici investimenti in ponti, ferrovie e elettrificazione".
"Si tratta di una delle più grandi mobilitazioni di capitale privato della storia recente: data center, semiconduttori, infrastrutture elettriche, reti e capacità di calcolo stanno ridisegnando la geografia e supremazia degli investimenti americani. Grazie alla tecnologia l’economia cresce, ma con esiti che gran parte degli americani avvertono come recessivi".
"La middle class si restringe, e perde peso economico, mentre l’1% più abbiente detiene un terzo della ricchezza delle famiglie. Il costo della benzina è ai massimi dal 2022, il diesel è vicino al picco storico, i tassi sui mutui trentennali sono saliti al 7,6%, aumentano gli affitti e i costi dei beni alimentari".
Sostanzialmente dunque, la stessa tecnologia che ci promette un futuro possibilmente migliore, con un'automazione in grado di coadiuvarci in ogni attività, ci richiede sacrifici nel presente, dal momento che sta peggiorando le condizioni di vita attuali. E allora è impossibile non domandarsi:
- quando i copiosi investimenti produrrano ricavi in grado di giustificarli?
- Fino ad allora, chi supporterà i costi, costantemente crescenti, in ricerca e sviluppo?
- Quanti dei benefici previsti, immaginati e auspicati, arriveranno davvero a famiglie e cittadini?
Le elezioni di mid-term cambieranno qualcosa?
"Le midterm decideranno quanto spazio politico avrà Trump negli ultimi due anni della sua seconda presidenza. Una conferma repubblicana, poco probabile, favorirebbe la prosecuzione dell’agenda fiscale e di deregolamentazione. Una Camera democratica, invece, aumenterebbe controlli, ostacoli legislativi e inchieste nei confronti dei leader e delle tecnologie dell’AI. Un Congresso diviso, ad ogni modo, non neutralizzerebbe la presidenza".
Trump legifera principalmente per ordini esecutivi, i quali sono alla base della sua opera politica. Il presidente ha detto più volte di non avere alcuna intenzione di arginare lo sviluppo tech, che può portare vantaggi sia in campo civile sia in ambito militare, oltre che fornire un vantaggio sul competitor cinese, sempre più minaccioso per l'egemonia statunitense.
Finché i rendimenti delle aziende tecnologiche continueranno a salire, la corsa all'IA si manterrà onerosa, possibilmente divenendolo sempre di più, man mano che la tecnologia si farà maggiormente sofisticata.
Trump è un navigato affarista e il rendimento rappresenta la sua metrica principale. Appare piuttosto difficile prevedere che si preoccupi di ridurre la forbice di disuguglianza che il massiccio sviluppo tecnologico sta contribuendo a incrementare nel suo Paese poiché il suo focus resta sulla crescita di un asset che può portare vantaggi e guadagni.



