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Tether, il terzo trimestre vale 1,5 miliardi e le riserve eccedenti quasi raddoppiano a 7,95 miliardi

Tether chiude il terzo trimestre con 1,5 miliardi di profitto e un'eccedenza di riserve salita a 7,95 miliardi, da 4,11 a giugno. BDO certifica la fotografia al 30 settembre, ma il cuscinetto dipende soprattutto dal valore del bitcoin in riserva.

6 min di lettura Come lavoriamo

Tether ha chiuso il terzo trimestre del 2026 con 1,5 miliardi di dollari di profitto operativo netto e con un cuscinetto di riserve quasi raddoppiato. Secondo il rapporto pubblicato il 30 ottobre e verificato dalla società di revisione BDO, al 30 settembre le attività valevano 191,45 miliardi di dollari e le passività 183,50: la differenza, 7,95 miliardi, è il margine che protegge chi detiene USDT. A fine giugno era 4,11 miliardi. Le riserve di Tether nel Q3 2026 tornano così vicino ai livelli di marzo, ma per capire perché bisogna guardare al bitcoin più che ai profitti.

Abbiamo letto per intero il comunicato di Tether e il rapporto di BDO con il prospetto delle riserve, e lo abbiamo confrontato con i dati di fine giugno riportati da CoinDesk e con la ricostruzione di Cointelegraph. Le cifre di questo articolo sono quelle del rapporto BDO, salvo dove indicato.

Tether Generates $1.5 Billion in Q3 Net Operating Profit as Reserve Buffer Doubles to Almost $8 Billion - Tether.io
Tether International, S.A. de C.V., today published its attestation for the third quarter of 2026, prepared by BDO, a top-five global independent accounting firm. The report covers the Company’s Financial Figures and Reserves Report as of September 30, 2026, including the composition of the reserves backing USD₮. USD₮ issuance held broadly steady at $184 billion […]

Che cosa ha certificato BDO, e che cosa no?

Il documento è firmato da BDO Advisory Services, a Milano, il 30 ottobre. È un incarico ISAE 3000 a ragionevole sicurezza: il livello di verifica più alto previsto da quello standard, che però non equivale a un bilancio sottoposto a revisione contabile. BDO lo scrive in modo esplicito. La conclusione riguarda il prospetto delle riserve e i totali di attività e passività alle 23:59 del 30 settembre, e nient'altro.

Restano fuori le operazioni dei mesi precedenti e successivi, le note al rapporto, sulle quali il revisore non esprime alcuna opinione, e la tenuta delle valutazioni in condizioni di mercato straordinarie. È una fotografia scattata in un istante preciso, non un film del trimestre. Il rapporto non contiene rilievi e richiama una causa civile pendente a New York legata ai prezzi del bitcoin nel 2017 e 2018, per la quale non è stato accantonato nulla perché l'esito non è stimabile.

Dove sono i 191 miliardi?

La parte più grande è in titoli di Stato americani a breve: 122,84 miliardi di T-bill. Con 9,52 miliardi di pronti contro termine overnight si arriva ai 132,4 miliardi che Tether indica come esposizione diretta e indiretta al debito USA. A questi si aggiungono 7,18 miliardi di pronti contro termine a termine, piccole quote di T-bill non americani e liquidità. Il totale delle attività più liquide è 139,58 miliardi, pari al 76,1% delle passività. È un calcolo nostro.

Il resto è fatto di attività che possono oscillare di valore: 19,08 miliardi in oro e metalli preziosi, 14,18 miliardi di prestiti garantiti, 8,37 miliardi in bitcoin, 6,00 miliardi di altri investimenti, 4,18 miliardi in azioni quotate e 64 milioni in obbligazioni societarie. Insieme valgono 51,87 miliardi, il 27,1% delle attività totali, sempre secondo un nostro calcolo. Chi vuole ripassare come funziona il meccanismo di garanzia trova le basi nella nostra guida alle stablecoin.

Eccedenza di riserve di Tether a 8,23, 4,11 e 7,95 miliardi tra marzo e settembre 2026, con il bitcoin da 5,8 a 8,37 miliardi
Eccedenza di riserve di Tether a 8,23, 4,11 e 7,95 miliardi tra marzo e settembre 2026, con il bitcoin da 5,8 a 8,37 miliardi

Perché il cuscinetto è quasi raddoppiato?

Tre mesi fa avevamo raccontato il percorso opposto: tra marzo e giugno l'eccedenza era scesa da 8,23 a 4,11 miliardi, soprattutto per il calo di oro e bitcoin, come avevamo scritto analizzando il profitto del secondo trimestre e le riserve dimezzate. Nel terzo trimestre il film si è riavvolto. L'eccedenza è salita di 3,84 miliardi, mentre le passività sono rimaste quasi ferme, da 183,64 a 183,50 miliardi.

La spinta principale arriva dal bitcoin, il cui valore in riserva è passato da circa 5,8 miliardi a fine giugno a 8,37 miliardi a fine settembre. Sono 2,57 miliardi in più, circa il 67% dell'aumento del cuscinetto. È un calcolo nostro e indicativo, perché il rapporto non dice quanti bitcoin Tether detenga oggi né distingue tra acquisti e rivalutazione. L'oro è salito di poco, da 18,84 a 19,08 miliardi secondo i dati di giugno riportati da CoinDesk. Il profitto ha fatto il resto.

Eccedenza di riserve di Tether a 8,23, 4,11 e 7,95 miliardi tra marzo e settembre 2026, con il bitcoin da 5,8 a 8,37 miliardi
Eccedenza di riserve di Tether a 8,23, 4,11 e 7,95 miliardi tra marzo e settembre 2026, con il bitcoin da 5,8 a 8,37 miliardi

Quanto è solido un cuscinetto da 7,95 miliardi?

L'eccedenza vale il 4,3% delle passività. Per una stablecoin è una misura importante, perché indica quanto possono perdere le attività prima che i token in circolazione non siano più coperti per intero. Il punto è che quel margine dipende proprio dalle attività più volatili. Se il bitcoin perdesse il 30% e tutto il resto restasse fermo, Tether perderebbe circa 2,5 miliardi, un terzo del cuscinetto. È uno scenario nostro, puramente indicativo.

È lo stesso tema che aveva portato S&P, a fine 2025, a declassare la valutazione sulla stabilità di USDT al livello più basso della sua scala, citando la quota di bitcoin, oro e prestiti nelle riserve. Il trimestre appena chiuso mostra entrambe le facce della scelta: quando i prezzi salgono, il cuscinetto si gonfia; quando scendono, come in primavera, si assottiglia.

Da dove arrivano i profitti?

Secondo il comunicato, il grosso del reddito viene dagli interessi su T-bill e pronti contro termine. Nei primi nove mesi del 2026 il profitto operativo netto è stato di 4,5 miliardi, con il terzo trimestre in linea con il secondo. Il modello è semplice: chi detiene USDT non riceve interessi, mentre Tether investe le riserve in titoli che li pagano, come avevamo spiegato raccontando come Tether e Circle guadagnano miliardi.

Paolo Ardoino, amministratore delegato, scrive nel comunicato che la responsabilità di Tether è fare in modo che USDT «resti affidabile quando le persone ne hanno più bisogno» (traduzione nostra). Secondo Cointelegraph, che cita un post di Ardoino, gli utenti di USDT hanno superato i 700 milioni. Lo stesso Cointelegraph ricorda che ad agosto Tether ha annunciato il primo bilancio completo revisionato da KPMG, senza però renderne pubblici i documenti.

E in Europa e in Italia?

USDT non è autorizzata ai sensi di MiCA, il regolamento europeo sulle cripto-attività, e in Europa i fornitori di servizi regolati hanno dovuto smettere di offrirla. Revolut, per esempio, ha chiuso il 31 agosto l'ultima finestra per gli utenti europei. Per chi in Italia detiene USDT su piattaforme non europee o in autocustodia, il rapporto BDO resta la fonte più dettagliata sulla qualità delle garanzie, con i limiti di una fotografia a una data sola.

Le riserve di Tether al 30 settembre in sintesi

Cosa è confermato, cosa no

  • Confermato: attività per 191,45 miliardi, passività per 183,50 ed eccedenza di 7,95 miliardi al 30 settembre, con ragionevole sicurezza di BDO sul prospetto delle riserve; 1,5 miliardi di profitto nel trimestre e 4,5 nei nove mesi, dichiarati da Tether.
  • Non indicato: il numero di bitcoin e di tonnellate d'oro detenuti al 30 settembre, il dettaglio degli altri investimenti e il bilancio revisionato da KPMG annunciato ad agosto.
  • Da seguire: il prezzo del bitcoin e dell'oro nel quarto trimestre, il rapporto di fine dicembre e l'evoluzione di USAT, la stablecoin di Tether per il mercato americano.

La lettura più grande

La nostra lettura, che dichiariamo come tale: Tether è diventata un ibrido tra un fondo monetario e un investitore. Tre quarti delle sue attività somigliano alle riserve di un fondo prudente, l'altro quarto è un portafoglio che punta su oro, bitcoin e prestiti. Il profitto è stabile e prevedibile, il cuscinetto no, perché dipende dai prezzi di attività che Tether sceglie di detenere. La strategia americana separa già i due mondi, con USAT costruita per le regole del GENIUS Act e USDT per il resto del mondo.

I segnali concreti da seguire sono quattro. Il valore del bitcoin alla fine di dicembre, che dirà se il cuscinetto regge o torna a scendere. La quota di attività volatili nel prossimo rapporto, oggi al 27%. La pubblicazione del bilancio KPMG, che coprirebbe ciò che una verifica a data singola non può coprire. E l'andamento delle passività: dopo nove mesi intorno ai 184 miliardi, la circolazione di USDT non cresce più.

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