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Deep Tech Revolution: l'incubatore di startup a Trieste

Deep Tech Revolution, l'incubatore di startup friulano, ha raddoppiato i suoi sforzi per sostenre le startup tecnologiche italiane.

3 min di lettura Come lavoriamo

Deep Tech Revolution ha cambiato dimensione, a distanza di 7 mesi dal lancio. Il programma con cui il distretto triestino Area Science Park sostiene le startup italiane, con il requisito essenziale che siano a forte base tecnologica, è passato da cinque a dieci aziende, e da uno a 2 milioni di euro di dotazione.

Nella prospettiva di formare gli imprenditori digitali e fare rete, a fine settembre, Deep Tech Revolution ha riunito tutti i componenti della sua filiera a Este, in provincia di Padova, dove ha tenuto un bootcamp di tre giorni sulla crescita d'impresa.

La vision di Area Science Park

In occasione del bootcamp per startuppers, Roberto Pillon, che ha il ruolo di responsabile dell'ufficio generazione impresa di Area Science Park ed è anche il referente dell'intero Deep Tech Revolution program, ha ripercorso integralmente le basi del progetto e raccontato i passi compiuti da allora, tra IA e imprenditoria nel Web3, anticipando che cosa ci si possa attendere dal distretto nei prossimi mesi.

Deep Tech Revolution è nato come programma assolutamente sperimentale, dall'impostazione diversa rispetto a quella dei classici acceleratori per startup, piuttosto diffusi lungo l'intera penisola. L'obiettivo, per la realtà friulana, è quello di mettere a disposizione delle nuove imprese tecnologiche ciò che, di solito, resta all'interno di un ente di ricerca. Fornire cioè loro mezzi e strumenti di ultimissima generazione, che possano rilanciare le idee messe in campo da imprenditori generalmente molto giovani e aiutarli a intercettare investimenti e, di conseguenza, finanziamenti, come quelli annunciati da Simest per l'Italia, per dare concretezza a quello che sperano di riuscire a costruire.

Le parole di Pillon

"Per la prima volta mettiamo a disposizione risorse, competenze, strumentazioni e infrastrutture tecniche e scientifiche di altissimo livello, che abbiamo a disposizione e possono aiutare le imprese nel loro percorso di ricerca e sviluppo. Il privato deve guardare al breve termine, noi, con la nostra rete, possiamo investire risorse con una visione di più lungo periodo, per supportare tecnologie che possono avere un impatto anche radicale e che, in prospettiva, possono portare beneficio a tutta la società".

La scelta di puntare sul deep tech, sulla ricerca e sugli obiettivi di medio e lungo termine, implica necessariamente un orizzonte temporale diverso. Le tecnologie ad alta intensità scientifica richiedono tempo e investimenti consistenti, costanti e concreti, prima di arrivare sul mercato. Alla luce di ciò, i risultati non arrivano necessariamente nel breve periodo.

Pillon e gli altri creatori du Deep Tech Evolution si mostrano consapevoli di che cosa significhi puntare sull'intensità delle ricerche e di quanto possa costare, in termini di tempo e denaro. DTR fornirà un ammontare limitato di entrambi, ma si assicurerà che siano sufficienti per abbattere le barriere iniziali che un imprenditore deve inevitabilmente superare.

Nel giro di 6 mesi, Deep Tech Evolution ha raddoppiato il numero di imprese coinvolte nel suo progetto, che a febbraio erano 5 ma oggi sono diventate 10, e i fondi disponibili per sostenerle, che sono ora 2 milioni rispetto al solo stanziato lo scorso inverno.

"Abbiamo ricevuto tantissime proposte altamente qualificate, come ha certificato la commissione internazionale che le ha valutate e ci ha invitato, per prima, ad allargare la platea dei soggetti supportati. I meritevoli erano davvero molti".

Dodici mesi per lanciarsi

L'incubazione coordinata da Area Science Park durerà 12 mesi, per questa prima fase di Deep Tech Revolution. A oggi, non è dato sapere se il periodo sarà prolungato, ma sembra poco verosimile: il consorzio è più interessato a lanciare nuove realtà che a continuare a sostenere quelle già parte del programma, le quali, idealmente, saranno già ben avviate al termine del Q1 2027, quando la fase di startup sarà ancora in corso, ma le imprese non saranno più neonate. Auspicabilmente, a quel punto le 10 realtà saranno tutte già collocate nel loro ambito e pronte a sostenersi da sole, senza più aver bisogno del volano DTR.

In Area Science Park sono allineati con le idee che si stanno diffondendo a Bruxelles, dove i politici della UE sono sempre più convinti che l'Unione debba spingere forte sulla tecnologia, per aprire una nuova fase economica e mantenersi al passo con i tempi. Iniziare a farlo dando una mano a chi non ha forza, né mezzi, per mettersi in moto da solo è un ottimo inizio.

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