SBI Holdings punta a Bitbank: nasce il polo crypto del Giappone
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SBI Holdings punta a Bitbank: nasce il polo crypto del Giappone

SBI Holdings ha depositato la lettera di intenti per acquisire Bitbank il 1° maggio 2026. Con SBI VC Trade e Bitpoint già integrati, nasce il più grande gruppo di exchange del Giappone.

Tre exchange sotto un tetto. SBI Holdings ha depositato la lettera di intenti per acquisire Bitbank il 1° maggio 2026. La mossa non sorprende.

La velocità, sì. In meno di 30 giorni, il gruppo ha già assorbito Bitpoint Japan tramite SBI VC Trade e ora punta al secondo grande exchange indipendente rimasto in Giappone. Yoshitaka Kitao, presidente di SBI Holdings, è stato diretto nel comunicato ufficiale: portare Bitbank nel gruppo serve a «stabilire una posizione dominante nel settore crypto nazionale».

Bitbank e il record da dodici anni

Fondato nel maggio 2014, Bitbank ha costruito in dodici anni un primato raro nel settore: zero incidenti di sicurezza. Zero.

In un mercato dove Mt. Gox pesa ancora come un macigno, quel record ha un valore commerciale preciso, e SBI non se l'è fatto sfuggire. Il gruppo punta a fare di Bitbank una controllata consolidata, con due passaggi obbligatori: la due diligence e le autorizzazioni della Financial Services Agency. Tempi e struttura non sono stati comunicati. Operazioni di questo tipo richiedono di solito tre-sei mesi.

L'exchange stava lavorando a una quotazione al Tokyo Stock Exchange, pianificata da metà 2025. Quel percorso va ridisegnato: integrarsi in un conglomerato da ¥1.48 trilioni di capitalizzazione e quotarsi in modo indipendente sono due traiettorie incompatibili. Nel 2021, Mixi aveva investito 7 miliardi di yen in Bitbank, ottenendo il 26.2% del capitale. Anche quella posizione azionaria attende sviluppi.

La carta Visa, Singapore e la strategia regionale

Il 27 aprile, quattro giorni prima dell'annuncio sull'acquisizione, Bitbank aveva lanciato con EPOS Card Co. la prima carta di credito crypto-linked del Giappone. La «EPOS CRYPTO Card for bitbank» gira su circuito Visa e offre 0.5% di cashback in criptovalute sugli acquisti mensili. Prima del suo genere nel paese. SBI sta acquisendo un exchange che ha già fatto il salto verso i pagamenti al dettaglio, non uno che deve ancora farlo.

La logica complessiva è chiara. A febbraio SBI aveva siglato l'accordo per la maggioranza in Coinhako, exchange regolato MAS a Singapore. In parallelo, ha avviato con la società Web3 Startale una blockchain dedicata al trading di asset tokenizzati, pensata per operatività 24 ore su 24 rivolta agli istituzionali. Tre fronti aperti: Giappone domestico, Sud-est asiatico, infrastruttura per token reali.

Il contesto regolatorio accelera tutto. Il 10 aprile 2026, il governo giapponese ha approvato l'emendamento al Financial Instruments and Exchange Act che riclassifica le crypto come strumenti finanziari, equiparandole ad azioni e obbligazioni. Se il Parlamento ratifica il testo, le nuove regole entrano in vigore nell'anno fiscale 2027.

Per le piattaforme non preparate, quella data è un problema. Per SBI, è una finestra. Come ha scritto WuBlockchain su X il 1° maggio: «SBI sta consolidando il settore crypto domestico a un ritmo rapido. La tempistica è deliberata.» Non è un'analisi campata in aria.

L'elemento più rilevante da seguire nei prossimi mesi è la due diligence su Bitbank. Il range standard per operazioni simili è tre-sei mesi, il che porta la chiusura ipotetica tra fine 2026 e inizio 2027, proprio alla vigilia del FIEA.

L'azione SBI Holdings (5839.T) ha già registrato un aumento dei volumi di scambio il 1° maggio, segnale che il mercato ha capito la posta in gioco. Con Bitbank, SBI VC Trade e l'ex Bitpoint Japan sotto lo stesso tetto, Kitao non sta costruendo un semplice gruppo di exchange. Sta costruendo l'infrastruttura crypto del Nord-est asiatico.

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