Immagina che il tuo computer, mentre non lo stai usando, lavori segretamente per qualcun altro, consumando la tua elettricità e rallentando le tue attività, il tutto per generare criptovalute che finiscono nelle tasche di un criminale. Non è uno scenario di fantasia: è esattamente quello che sta accadendo sfruttando una grave falla di sicurezza nei computer Mac di Apple, come hanno segnalato nelle ultime ore le autorità di cybersicurezza.
Questo tipo di attacco si chiama "cryptojacking", ed è una delle minacce più subdole del mondo crypto, perché agisce di nascosto. In questo articolo spieghiamo cosa è successo, ma soprattutto cosa è il cryptojacking, perché i criminali usano proprio una certa criptovaluta, come capire se il proprio dispositivo è compromesso e, cosa più importante, come proteggersi. Perché la buona notizia è che difendersi, in questo caso, è possibile e semplice.

Cosa è successo: la falla nei Mac
Partiamo dai fatti, riportati dall'autorità nazionale per la cybersicurezza dei Paesi Bassi. È stata scoperta una grave vulnerabilità in una funzione di macOS, il sistema operativo dei computer Apple, chiamata "Condivisione schermo", che permette di controllare un Mac da remoto. La falla è così seria da aver ricevuto il punteggio di gravità più alto, 9,8 su 10, la classificazione di "critica", perché consente a un aggressore di prendere il pieno controllo del computer da remoto senza nemmeno bisogno di una password.
Una volta ottenuto il controllo, i criminali hanno usato questi Mac per uno scopo preciso: installarci di nascosto un software che genera la criptovaluta Monero, sfruttando la potenza di calcolo e l'elettricità delle vittime. È fondamentale però un chiarimento che ridimensiona l'allarme per l'utente comune: la funzione di condivisione schermo è disattivata di default sui Mac, e l'attacco colpisce soprattutto i computer che l'hanno attiva ed esposta direttamente a internet, spesso macchine professionali su server remoti, non il tipico Mac di casa. Apple, comunque, ha già rilasciato una correzione.
PoC for a critical vulnerability in Apple macOS Screen Sharing (CVE-2026-65400).
— Calif (@calif_io) August 8, 2026
If Screen Sharing is enabled, any network attacker can exploit the bug to log in as any account, without knowing the password.
We reverse engineered Apple’s unusual macOS 26.6.1 patch to understand… pic.twitter.com/WRIIwKx6yI
Cosa è il cryptojacking, spiegato semplice
Qui arriviamo al concetto più importante da capire, perché va oltre questo singolo attacco. Il "cryptojacking" è l'uso clandestino e non autorizzato del computer di qualcun altro per "minare" criptovalute, cioè per svolgere i complessi calcoli che generano nuove monete digitali e che richiedono molta potenza di elaborazione. In pratica, il criminale non ti ruba direttamente dei soldi dal conto, ma ti ruba una risorsa: la potenza del tuo processore e l'energia elettrica che consuma.
È un furto silenzioso e parassitario. La vittima spesso non si accorge di nulla, se non del fatto che il computer diventa più lento, si scalda, la ventola gira di continuo e, alla fine del mese, la bolletta della luce è più alsa del previsto. A differenza di un attacco che cripta i file per chiedere un riscatto, il cryptojacking punta a restare nascosto il più a lungo possibile, perché più a lungo il software mina indisturbato, più il criminale guadagna. È questa la sua natura insidiosa: non fa rumore, lavora nell'ombra.
Cryptojacking: i segnali d'allarme
Come capire se il dispositivo è compromesso. Fonte: esperti di sicurezza, 2026
- Lentezza improvvisa: il dispositivo diventa lento e poco reattivo anche con poche applicazioni aperte.
- Calore e ventole: il computer si surriscalda e le ventole girano al massimo anche quando non lo stai usando.
- Batteria e bolletta: la batteria si scarica in fretta e i consumi elettrici aumentano senza motivo apparente.
Perché proprio Monero
Una domanda interessante è: perché i criminali scelgono di minare proprio Monero, e non Bitcoin o altre criptovalute più note? La risposta rivela molto sulle logiche del cybercrimine. Ci sono due ragioni principali, entrambe legate alle caratteristiche tecniche di questa moneta.
La prima è la privacy. Monero è una criptovaluta progettata specificamente per rendere le transazioni molto difficili da tracciare, a differenza di Bitcoin, dove i movimenti sono pubblici e in parte ricostruibili. Per un criminale, questa opacità è ideale, perché rende quasi impossibile seguire il denaro fino a lui. La seconda ragione è tecnica: Monero è progettata per poter essere minata in modo efficiente anche con i normali processori dei computer, come quelli dentro un Mac, senza bisogno delle costosissime macchine specializzate necessarie per Bitcoin. Questo la rende la scelta perfetta per il cryptojacking, dove i criminali usano proprio i comuni computer delle vittime. Privacy e facilità di mining fanno di Monero la valuta preferita da chi opera nell'ombra.

Come proteggersi, in concreto
Veniamo alla parte più utile, quella che ti permette di dormire sonni tranquilli. Difendersi da questo specifico attacco e dal cryptojacking in generale è possibile con poche mosse pratiche. La prima e più importante, per questa vicenda, è aggiornare subito il proprio Mac. Apple ha già rilasciato una correzione che chiude la falla, quindi installare l'ultimo aggiornamento di sistema disponibile risolve il problema alla radice. Un dettaglio tecnico importante: in questo caso cambiare la password della condivisione schermo non serve a nulla, perché la falla agisce prima del controllo della password. L'unica vera soluzione è l'aggiornamento, oppure disattivare del tutto la condivisione schermo se non la si usa.
Più in generale, per proteggersi dal cryptojacking valgono le solite sane abitudini: tenere sempre aggiornati sistema operativo e programmi, non installare software da fonti non affidabili, diffidare di allegati e link sospetti, e prestare attenzione ai segnali d'allarme di cui abbiamo parlato. Se noti che il tuo computer è improvvisamente lento e caldo senza motivo, vale la pena controllare quali processi stanno consumando risorse e, nel dubbio, far esaminare il dispositivo. La sicurezza informatica, come sempre, si basa più sulla prevenzione e sull'attenzione che sulla cura.
La lettura più grande
Questa vicenda è istruttiva perché mostra un lato del mondo crypto meno noto ma molto diffuso. Quando si parla di criptovalute e criminalità, si pensa subito ai grandi furti sugli exchange o alle truffe agli investitori. Il cryptojacking è diverso e più sottile: non ruba criptovalute già esistenti, ma sfrutta le vittime per generarne di nuove, trasformando i loro computer in strumenti di guadagno all'insaputa dei proprietari.
Per l'utente comune, la lezione è che la sicurezza informatica e il mondo crypto sono sempre più intrecciati, e che proteggere i propri dispositivi è una forma di autodifesa anche economica. Le criptovalute hanno creato nuovi incentivi per i criminali informatici, e il cryptojacking è uno dei modi in cui questi incentivi si traducono in attacchi concreti alla gente comune. La buona notizia è che, come abbiamo visto, difendersi è alla portata di tutti: bastano attenzione, aggiornamenti costanti e un po' di consapevolezza. In un'epoca in cui i nostri dispositivi sono sempre più preziosi, tenerli al sicuro non è mai stato così importante, e questa vicenda ce lo ricorda con chiarezza.




