Israele Approva BILS, Prima Stablecoin Shekel Su Solana
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Israele Approva BILS, Prima Stablecoin Shekel Su Solana

Il 28 aprile 2026 la Capital Market Authority israeliana approva BILS, prima stablecoin regolata in shekel emessa da Bits of Gold su Solana, con custody Fireblocks e audit EY.

Sorpresa. Il 28 aprile 2026 Bits of Gold ottiene il via libera per BILS, la prima stablecoin shekel regolata, dopo due anni di sandbox sulla rete Solana. Game over. La Bank of Israel ha ancora solo un piano sulla carta; il settore privato ha già il prodotto operativo.

Mossa che cambia l'ordine delle priorità tra banca centrale e mercato in un paese che ospita 250.000 utenti crypto regolamentati e una borsa che ha già tokenizzato il primo bond di Stato. Capital Market, Insurance and Savings Authority. Tre nomi per un solo via libera che pesa più di una legge.

Cosa è BILS e chi muove le fila

BILS è una stablecoin agganciata 1:1 al nuovo shekel israeliano. Ogni token corrisponde a uno shekel custodito in conti bancari segregati dentro Israele, audit a cura di Ernst & Young (EY). L'emittente è Bits of Gold, broker crypto licenziato dal 2013 con oltre 250.000 clienti attivi.

La custody è gestita da Fireblocks, infrastruttura usata da Worldpay, BNY Mellon, Visa e dal consorzio Qivalis di 12 banche europee per la stablecoin euro MiCA-compliant, inclusi UniCredit e Banca Sella. La privacy è il vero unicum tecnico: BILS integra Zero Knowledge Proofs sviluppati da QEDIT, lo stesso fornitore che lavora con il Tel Aviv Stock Exchange sul Project Eden, primo bond di Stato tokenizzato del Ministero delle Finanze israeliano. Conformità totale per il regolatore. Privacy operativa che le istituzioni ricercavano da sempre nelle stablecoin. Il dilemma storico, risolto.

Lo shekel arriva on-chain mentre il dollaro domina al 99%

Il mercato globale stablecoin vale oltre 320 miliardi di dollari, e oltre il 99% di quel valore è ancorato al dollaro americano. USDT e USDC monopolizzano. Eppure lo shekel ha guadagnato il 20% contro il dollaro nell'ultimo anno, secondo Visual Capitalist, diventando la valuta più performante tra i paesi con PIL superiore ai 250 miliardi. Il tempismo non è casuale.

Israele apre la finestra prima che il settlement on-chain diventi monopolio del dollaro de facto. Il volume annuo stablecoin globale tocca ormai i 46 trilioni di dollari, stando ai dati citati nel comunicato Bits of Gold. Cifre che spiegano perché la mossa pesa anche fuori da Tel Aviv.

Come la sandbox ha definito lo standard prima della legge

La Capital Market Authority non ha rilasciato BILS sulla base di un modello teorico. L'ha osservato funzionare per due anni, sotto condizioni reali, prima di firmare. La differenza è epistemologica. Una legge si costruisce su rischi previsti; una sandbox si costruisce su rischi misurati. Israele ha scelto la seconda strada e ha ottenuto un risultato che precede di mesi qualsiasi normativa, inclusa la bozza di Stablecoin Law in arrivo a breve per consultazione pubblica. Il modello non è solo locale.

Anche Italia e Germania, con la proposta di kill switch sulle stablecoin straniere, si stanno muovendo nella direzione della supervisione attiva, ma con un approccio normativo top-down. Israele ha fatto il contrario. Resta un nodo strutturale aperto: BILS regola sulla rete Solana, fuori dalla giurisdizione israeliana. La Capital Market Authority può vincolare Bits of Gold, non può obbligare i validatori Solana a riprendere il servizio in caso di outage. La sovranità si ferma alla custody.

Il primo segnale di conferma sarà l'integrazione dichiarata di una banca israeliana o di un asset manager istituzionale entro sei mesi. Confermerebbe che l'architettura ZKP regge sotto requisiti di compliance reali. Il primo segnale di rischio sarà invece una restrizione della Capital Market Authority dovuta a un evento di affidabilità Solana, oppure una decisione politica della Bank of Israel per limitare l'attività privata in vista del proprio digital shekel. Bits of Gold ha la finestra dei prossimi sei mesi per costruire storico transazioni e integrazioni istituzionali. La banca centrale dovrà poi rincorrere, non definire.

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