Meno 5,52%. Giovedì 5 novembre 2026 il Nasdaq Composite ha chiuso la seduta peggiore da aprile 2025, mentre l'S&P 500 ha perso il 4,36% e il Dow Jones il 3,44%, cioè 1.833 punti. Le vendite si sono concentrate su semiconduttori e società legate all'intelligenza artificiale, con Nvidia in calo di circa il 9% secondo ABC News. Il crollo del Nasdaq di novembre 2026 ha portato l'indice in correzione, oltre il 10% sotto il massimo, e ha cancellato in un giorno il rialzo seguito al voto di metà mandato.
Abbiamo letto il live blog di Yahoo Finance, ABC News, The National, CoinDesk, CoinCentral, TokenPost e IBTimes, più le cronache di Alanews e QuiFinanza sull'apertura europea. Reuters e Associated Press, indicate nel brief, non si sono aperte con i nostri strumenti: non le abbiamo aggirate e non ne usiamo le riprese.
I numeri della seduta
Il Nasdaq-100 ha perso il 6,36%, la peggior giornata dal marzo 2020 secondo IBTimes, e secondo Yahoo Finance ha bruciato 2.300 miliardi di dollari di valore. L'indice dei semiconduttori di Filadelfia ha chiuso a 9.011,14 punti, in calo del 12,25%. Il Dow Jones si è fermato a 51.523,06. Il VIX, l'indice della volatilità attesa, ha chiuso intorno a 28, con un balzo di circa il 70% secondo IBTimes. Il rendimento del Treasury decennale è sceso al 4,84%, secondo TokenPost, e l'oro è salito a 4.094 dollari l'oncia secondo CoinDesk.
Il numero che pesa di più è un altro. Il 4 novembre il Dow aveva guadagnato 1.570 punti, il 3%, la miglior seduta dal 9 aprile 2025 secondo ABC News. Ventiquattro ore dopo quel guadagno non c'era più. Il Nasdaq Composite, secondo CoinCentral, è ora quasi il 12% sotto il record di chiusura del 6 ottobre: oltre la soglia del 10% che definisce una correzione, lontano dal 20% di un mercato orso.

Tremila miliardi, forse
La cifra del brief, circa 3.000 miliardi di dollari bruciati sull'S&P 500, circola ma non ha una fonte di dati dichiarata. TokenPost scrive che la vendita ha cancellato quasi 3.000 miliardi dalle società dell'indice al minimo della giornata, non in chiusura. IBTimes parla di circa 3.000 miliardi senza dire chi li abbia calcolati. Alanews indica circa 3.200 miliardi persi in una sola seduta, senza precisare su quale perimetro.
Sul Nasdaq-100 le stime sono più basse ma più chiare: 2.300 miliardi per Yahoo Finance, 2.500 per CoinCentral. Sono misure diverse, tra indici, orari e metodi, e per questo non le sommiamo. Il valore di mercato è sempre prezzo per numero di azioni e cambia a ogni scambio, lo stesso meccanismo che spieghiamo nella guida su come si legge la market cap.
Chip e AI in prima fila
Nvidia ha chiuso in calo di circa il 9% secondo ABC News, il 9,26% a 181,6 dollari secondo Giocare in Borsa. AMD ha perso il 17%, SanDisk oltre il 22%. Tra i grandi gruppi del cloud il colpo è stato più contenuto: Microsoft -3,6%, Amazon e Alphabet -2,2%, secondo CoinCentral. CoreWeave ha ceduto il 10% e Nebius il 15%. I credit default swap a cinque anni di CoreWeave hanno toccato il record di 1.267,9 punti base, secondo S&P Global Market Intelligence citata da CoinCentral.
Non tutto viene da Washington. Qualcomm, secondo IBTimes, ha visto i ricavi dai chip per smartphone scendere del 26% a 5,14 miliardi e ha dato indicazioni deboli sul trimestre. Charlie McElligott di Nomura, citato da Yahoo Finance, ha descritto gli hedge fund che incassano i guadagni del 2026: «stanno sparando ai generali» (traduzione nostra). La scommessa sull'intelligenza artificiale ha coinvolto anche la finanza tradizionale, come mostrano gli investimenti di banche e assicurazioni nell'AI.
Il voto e i data center
Secondo Spectrum News, l'Associated Press ha assegnato ai democratici il controllo di Senato e Camera dopo il voto del 3 novembre. Molti candidati democratici avevano fatto campagna contro i data center per l'intelligenza artificiale, scrive ABC News. The National riporta che gli investitori valutano il rischio di più controlli e regole sulla costruzione dei data center. Dan Ives di Yorkville ha definito il risultato «un cambiamento sismico» (traduzione nostra), destinato secondo lui a rallentare i cantieri dell'AI negli Stati Uniti.
CoinCentral raccoglie i segnali che il mercato ha letto. Il senatore Bernie Sanders ha chiesto una moratoria nazionale sui data center, e Sherrod Brown, eletto in Ohio, nel discorso della vittoria ha detto «non lavoro per i data center» (traduzione nostra). Secondo un sondaggio CNBC citato da CoinCentral, il 56% degli elettori ha indicato AI e data center come fattore decisivo o importante del voto. UBS stima che circa il 30% della capacità aggiuntiva attesa per il 2028 potrebbe subire pause nei cantieri.
Il voto non spiega tutto. Jasper De Maere di Wintermute, citato da CoinDesk, lega la vendita anche a dati deludenti sulla crescita dell'AI e all'alta leva degli investitori. Nessuna nuova regola sui data center è stata approvata, e il nuovo Congresso si insedierà a gennaio 2027. Il mercato ha quindi prezzato un rischio, non una legge.

Bitcoin non fa da rifugio
Bitcoin ha perso il 5,65% in 24 ore, a 75.880 dollari, secondo The Motley Fool ripreso da Yahoo Finance, dopo aver superato gli 80.000 il 4 novembre. Ether ha ceduto il 7,8%. Secondo CoinDesk, che cita CoinGlass, in 24 ore sono state liquidate posizioni sui derivati crypto per oltre un miliardo di dollari, soprattutto rialziste. Nelle tre sedute prima del 4 novembre, scrive The Motley Fool, gli ETF spot su bitcoin avevano già registrato deflussi netti per oltre 1,1 miliardi.
I titoli legati alle crypto hanno seguito il Nasdaq. In mattinata, secondo CoinDesk, Coinbase perdeva il 7,8%, Strategy l'8,3% e Circle il 10%. Circle è la società che sta portando USDC in 40 mercati emergenti, e di Coinbase e USDC abbiamo scritto a proposito della rete Noble di Cosmos. Il 5 novembre, in Borsa, contava soprattutto il rischio.
Il colpo più duro è arrivato sui miner riconvertiti in fornitori di calcolo per l'AI. IREN e Cipher hanno perso oltre il 14%, secondo CoinCentral e CoinDesk: sono esposti a bitcoin e ai data center insieme. Le stablecoin sono rimaste intorno a un dollaro, secondo The Motley Fool, e la scelta tra emittenti resta quella che raccontiamo nel confronto tra USDT e USDC.
E in Italia?
L'onda è arrivata in Europa il 6 novembre. Secondo Alanews il Ftse Mib ha aperto in calo dell'1,68%, mentre QuiFinanza alle 9:04 lo dava a -0,97%. Francoforte, Londra e Parigi hanno aperto in calo tra l'1,4% e l'1,7%. Nexi era il titolo peggiore di Milano alle 9:23, a -3,21%, e lo spread tra BTP e Bund è salito a 111 punti base dai 104 del giorno prima. Tokyo, secondo Alanews, ha chiuso a -5,96% e Seul ha perso circa il 6%.
In apertura il calo di Milano è stato più contenuto che in Asia. È una nostra lettura che la giornata ricordi quanto la catena dell'intelligenza artificiale stia fuori dall'Europa, lo stesso squilibrio che abbiamo descritto parlando della finanza europea che dipende da IA straniere. Per chi investe dall'Italia, l'esposizione al Nasdaq passa di norma da fondi, ETF o azioni quotate negli Stati Uniti.
Il 5 novembre di Wall Street in sintesi
Cosa è confermato, cosa no
- Confermato: Nasdaq -5,52%, S&P 500 -4,36%, Dow Jones -3,44%, semiconduttori -12,25%, Nasdaq in correzione, Nvidia in calo di circa il 9%, bitcoin sotto i 76.000 dollari.
- Non indicato: la fonte dei circa 3.000 miliardi bruciati sull'S&P 500, quanta parte del calo dipenda dal voto, qualsiasi regola già approvata sui data center.
- Da seguire: le proposte del nuovo Congresso sui data center da gennaio 2027, i flussi sugli ETF bitcoin, la distanza del Nasdaq dal record e dalla soglia del 20%.
La lettura più grande
La nostra lettura, che dichiariamo come tale: il 5 novembre il mercato ha prezzato un rischio politico sulla parte fisica dell'AI, cioè terreni, energia e permessi, e non solo sulle valutazioni. Per le crypto il collegamento con l'AI passa dai miner che ospitano calcolo: in una giornata così portano due rischi insieme, quello di bitcoin e quello dei data center.
I segnali da seguire sono concreti. Primo, se dopo l'insediamento di gennaio le posizioni contro i data center diventeranno proposte di legge. Secondo, se la stima di UBS sui cantieri a rischio verrà confermata o ridimensionata. Terzo, se il Nasdaq resterà in correzione o si avvicinerà al 20% di calo dal record del 6 ottobre. Quarto, se i deflussi dagli ETF spot su bitcoin riprenderanno.


